Aggiornamento SDAPA

Già nelle precedenti settimane vi avevamo anticipato l’introduzione da parte di Consip di un nuovo mercato rivolto agli appalti medi (a seguito del nuovo codice) chiamato SDAPA. A questo link potrete approfondire dal nostro precedente intervento.

E’ stato pubblicato da CONSIP l’invito ad iscriversi come possibili fornitori, pertanto nelle prossime settimane le Stazioni Appaltanti potranno utilizzare la piattaforma per richiedere offerte nel settore. Questo il documento ufficiale di pubblicazione.

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Pubblicate linee guida Anac sulle caratteristiche del RUP

Seguendo le indicazioni codicistiche legate alla professionalità del RUP nel nuovo Codice degli Appalti, l’ANAC ha pubblicato le sue linee guida, dove vengono affrontate le tematiche legate alla qualifica necessaria per poter assumere la responsabilità di un procedimento. Spicca, come skill entry level, il diploma di scuola superiore in discipline tecnici (non anche i licei).

Scarica il documento officiale dell’ANAC: Linee guida RUP

 

Anac all’opera sul massimo ribasso

L’ANAC ha avviato le consultazioni per dare nuova forma alle richieste per la formulazione delle offerte economicamente piú vantaggiose, in tal senso oltre che nei criteri di valutazione delle offerte (art. 111 Nuovo Codice) si attende una regolamentazione per la selezione dei commissari (ex art. 78 Nuovo Codice). Al seguente link è possibile accedere alla pagina dedicata nel portale ANAC.

Pagina ANAC

Primi rumors sul rating di impresa

L’Autorità dell’Anticorruzione ha pubblicato nei giorni scorsi il documento alla base del prossimo tavolo tecnico riguardante il processo di attribuzione di un rating alle imprese partecipanti gli appalti pubblici. Il documento snocciola quali obiettivi ci si prefigge e invita gli operatori del mercato a partecipare gli incontri che via via daranno alla luce la norma, che ricordiamo, di fatto attuerà la disciplina vigente all’interno di un quadro programmatico definito dal nuovo Codice degli Appalti.

Documento ANAC – RATING IMPRESE Giugno 2016

Prima edizione del nuovo Codice degli Appalti con commenti operativi

Pubblicata sul nostro sito la nostra speciale guida alla transizione: il nuovo codice dal punto di vista degli addetti gare nell’ambito del facility (servizi in genere).

DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016 con commento – Rev.00

Ogni qualvolta la disciplina verrà aggiornata aggiorneremo e arricchiremo il documento perché tutti abbiamo sulla propria scrivania uno strumento completo e operativo. Seguono alcuni suggerimenti su come leggere la guida:

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SDAPA: un nuovo strumento per gli acquisti della PA

Con la comparsa del nuovo codice compare anche un nuovo sistema di qualificazione nel Mercato Elettronico. La filosofia è piuttosto lineare: se contestualmente si alzano le soglie minime entro cui ricorrere ad una procedura europea e gli enti pubblici hanno necessità di aggregarsi, Consip si pone come strumento per queste PA.

In sostanza l’offerta di Consip alle PA è la seguente:

MEPA: resta in funzione lo strumento di acquisizione di beni e servizi da parte della PA per importi più piccoli. Il MePa è di fatto una vetrina in cui le imprese vengono dapprima qualificate e poi selezionate (di fatto un albo fornitori nazionale) per presentare offerta.

CONVENZIONI CONSIP: mastodontiche gare, talvolta specializzate per fruitori (ad esempio musei, caserme o strutture sanitarie) talvolta ad adesione libera da parte delle PA (convenzioni FM).

SDAPA: il nuovo strumento per gli “importi di mezzo” è un processo di acquisizione interamente telematico, il cui utilizzo è previsto per le forniture di beni e servizi tipizzati e standardizzati di uso corrente. È una procedura sempre aperta, in cui i fornitori che soddisfano i requisiti richiesti possono, in qualsiasi momento, richiedere l’ammissione.

Il Sistema dinamico è caratterizzato da una procedura bifasica:

Fase 1 – pubblicazione da parte di Consip di un bando istitutivo per una specifica categoria merceologica a cui i fornitori possono abilitarsi.

Fase 2 – pubblicazione e aggiudicazione di appalti specifici in cui le Amministrazioni, avviando una procedura concorrenziale, definiscono i quantitativi, il valore e le caratteristiche specifiche dell’appalto. Anche in questa fase i Fornitori, non ancora ammessi allo SDAPA, possono richiedere l’ammissione.

Le caratteristiche sono:

  • processo interamente informatizzato
  • mercato permanentemente aperto per tutta la sua durata
  • dinamismo della partecipazione dei fornitori e delle offerte presentate
  • processo interamente informatizzato
  • sistema aperto e flessibile nel soddisfare le esigenze specifiche delle Amministrazioni
  • garanzia di massima concorrenza, trasparenza e parità di trattamento

A questo link è possibile scaricare la linea guida del MEF circa i soggetti operanti e obblighi.

BANDI ATTIVI su SDAPA

 

Riforma del codice: la sostanza della forma

In questi ultimi mesi si è parlato molto della riforma al codice degli appalti, in particolare si rincorrevano voci sulla semplificazione, sull’ampliamento dei poteri ANAC (già AVCP) e giro di vite sulla valutazione dei progetti (e l’ammissione di varianti).

Via via che il testo diventava sempre più vicino alla forma finale questi connotati sono andati mutando, come mutato pure è il risultato finale. Ad oggi che è vigente un nuovo codice (per la verità ancora senza decreti attuativi, quindi senza le mani) possiamo valutare concretamente la sua forma con il rammarico di non vedere molto altro che essa.

Tra le prime cose (positive) che notiamo nel Dlgs. n. 50 del 2016 ci sono l’abbattimento delle gare al massimo ribasso (nel nostro settore quasi tutte poiché oltre il 50% dei costi è rappresentato dalla manodopera) e la diminuzione della sanzione massima dovuta in caso di soccorso istruttorio a Euro 5.000 (nonché la sua irrogabilità solo in caso di manifesta volontà a proseguire la gara, anche se la giurisprudenza su questo era piuttosto d’accordo da qualche tempo). Suona molto peggio invece il sostanziale alzamento della soglia (entro cui doveva essere bandita una gara ai sensi del precedente codice) per appalti al di sotto del milione (in precedenza il limite era 150 000 Euro): ci riserviamo un’attenta lettura del testo e dei vari decreti poiché a tal riguardo si parla di lavori (ne potrebbero conseguire adeguati distinguo per il nostro settore).

Nei prossimi mesi, e questa sarà forse la novità più significativa, verranno introdotti gli elenchi dei commissari di gara. Elenchi ai quali potranno attingere le Stazioni appaltanti all’atto di indire una gara selezionando 6 elementi e vedendosi assegnare tra questi tre commissari dall’ANAC, o almeno questa l’architettura di cui si parla ad oggi.

Nel dettaglio suscita qualche ironia il fatto che per star dentro con la deadline europea si sia dovuto promulgare il testo in GU il giorno 19 aprile e dargli vigenza immediata (!) con conseguente annullamento di tutti i bandi pubblicati da quella stessa data con le vecchie regole. Tale peculiarità ha già prodotto un bel danno in termine di costi per le Stazioni appaltanti che dovranno rifare tutto da capo (senza ad oggi avere attivi alcuni pezzi di codice) e per il sistema tutto poiché si dovrà assistere ancora al teatrino dell’annullamento gare in autotutela e delle proroghe dei contratti in essere oltre la previsione del bando precedente.

Nei prossimi giorni renderemo disponibile il nuovo codice commentato.

Il tramonto degli obblighi di riassunzione

L’11 febbraio 2016, con la sentenza 1969, il TAR del Lazio ha ribadito nuovamente un concetto di larga condivisione nella giurisprudenza: negli appalti pubblici di servizi non si può imporre alle imprese concorrenti l’applicazione di un determinato contratto collettivo.

Di fatto, la clausola sociale mantiene la sua attività (peraltro riconfermata con la legge delega 11/2016), tuttavia ne viene messa in discussione la completa operatività come fino ad oggi la conosciamo. Infatti da un lato abbiamo la giurisprudenza che tende a dare ragione alle imprese aggiudicatarie di commesse nella libertà di applicare CCNL secondo propria convenienza (in tal senso anche CdS 5597/2015, TAR Torino (23/2015), TAR Toscana (1160/2013), dall’altro la nuova codificazione in materia di appalti pubblici, con tutta probabilità, renderà premiale in offerta tecnica la salvaguardia della clausola sociale.

In conclusione di analisi, un inizio di modificazione alla disciplina della clausola sociale “conservativa e garantista” arriva da tempi non sospetti: dal Consiglio di Stato, che nel 2009 con la sentenza 3850 cristallizzò il principio secondo cui le imprese sono libere di decidere motu proprio il numero e la qualifica degli operatori da assumere al fine di armonizzare i costi legati all’offerta (liberamente fatta ai sensi dell’art. 2607 del cc).

Proprio ad avvalorare logicamente questo ultimo concetto si può ricordare la connessione con la normativa vigente: i lavoratori che non trovano spazio nell’organizzazione dell’impresa subentrante e non sono reimpiegati nel dall’impresa uscente, possono essere destinatari di ammortizzatori sociali.

Il precedente grave esclude dalla gara

Secondo il TAR del Friuli Venezia Giulia (Sez. I, Sent. n. 43 del 12/2/2016), è legittima l’esclusione di una società da una gara bandita da un Comune (qualsiasi PA, ndr) per un appalto di servizio di accertamento di imposta perché in precedenza la stessa società aveva, in servizi analoghi, ritardato la rendicontazione ed i versamenti.

 

Nel bando non è possibile imporre il CCNL da applicare

Secondo il TAR del Lazio (Sez. II, Sent. n. 1969 del 11/02/2016) è illegittima la previsione del bando che impone all’impresa subentrante di applicare, nelle riassunzioni dei dipendenti, di utilizzare lo stesso contratto di lavoro precedentemente impiegato dall’impresa uscente.

Qualora la nuova impresa voglia impiegare un nuovo contratto questa potrà liberamente utilizzarlo a patto che vi sia salvaguardia del redditto dei lavoratori, è che i livelli retributivi siano analoghi tra i due contratti applicati.